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Ridurre ad arte_02 Tra boschi e PlayStation

“Tra boschi e PlayStation, i selvatici della domenica” è il titolo (che già induce simpatia!) dell’intervento a “Ridurre ad arte” di Paolo Tasini, “giardiniere e formatore” lo abbiamo definito prima di conoscerlo. Una “miniera di entusiasmo e saggezza” lo ridefiniamo dopo averlo ascoltato.
Il blog curato da lui è AttraversoGiardini.it. Il linguaggio con il quale qui scrive lo rappresenta bene: preciso e spontaneo. Lo stesso di quando ci parla: un fisico da atleta, un volto e delle mani che celano davvero la velocità e la curiosità dei bambini.

San Luca una volta e oggi …
Comincia raccontando dei suoi luoghi: lui è bolognese, abita in periferia e sin da bambino ha frequentato i boschi ai piedi della collina di San Luca. Quei posti che si possono vedere negli album fotografici del suo blog: vere opere d’arte che ritraggono gli stessi figli di Paolo, ancora piccoli, durante le tante e lunghe passeggiate in natura. Ai genitori e alle maestre poco abituate a tanta confidenza, vengono i brividi guardando quei ragazzini mentre rimangono appesi o camminano disinvoltamente sui rami anche più sottili degli alberi, vicino ad argini, torrenti, fossi che normalmente tutti vivremmo come insidie.

“Eppure – spiega Tasini – in posti come quelli noi genitori ci muovevamo da piccoli in estrema libertà e senza sentirci in pericolo. Ora quegli stessi giardini nei quali noi abbiamo costruito il nostro rapporto con la natura sono diventati aree naturalistiche regolamentate, e non sono praticamente più accessibili. Una serie di pannelli indica l’entrata al parco, dissuadendo anche il più curioso dei potenziali visitatori ad entrare e a godersi fisicamente ciò che la natura offrirebbe: i cartelli recitano solo divieti, regole e limiti. Ma così proponendosi, qualsiasi parco, riserva, bosco non ha più nulla di “naturale”. L’elemento umano è tenuto fuori e già questo stride. Anche le visite guidate sono in realtà percorsi artificiali che limitano gli interventi e castrano i gesti spontanei. Senza poi parlare dei giardini attrezzati e dei percorsi ginnici: niente di più lontano dalla “linfa naturale” dei luoghi, per quanto possano riportare tutti i certificati ministeriali!”

I … selvatici!
“Ho voluto intitolare questo intervento Selvatici della domenica – continua Paolo – da un’abitudine decennale della mia famiglia: proprio per reagire a questo travisamento del rapporto con la natura, ormai da anni abbiamo deciso – insieme ad un’altra famiglia con dei bambini circa coetanei ai nostri – di armarci ogni domenica (qualsiasi sia il tempo!) di zaino e pranzo al sacco e partire in esplorazione di nuovi luoghi all’aperto. Per vivere nuovamente e insieme ai nostri figli quello che noi eravamo abituati a fare da bambini.
Nelle varie attività di custodia o cura dei parchi pubblici, mi è capitato anche di vedermi recapitare una denuncia da una famiglia che mi ha accusato di aver istigato il loro figlio a salire su un albero, mettendolo in pericolo. Bene: io non avevo responsabilità su questo, e il bambino non era mai stato abituato a rapportarsi con gli alberi né tanto meno a salirci  … Da allora ho deciso e capito ancora più profondamente quanto il ruolo dell’adulto sia fondamentale in questo tipo di educazione, e che i bambini devono essere messi in grado di rapportarsi correttamente con la natura.
Io da piccolo giocavo sempre all’aperto, passavo delle ore in campagna e andavo regolarmente nei paesi delle Dolomiti, dove a suon di cadute e fatiche cercavo di tenere testa ai bambini del luogo, ben più abituati di me a stare in quei paesaggi. Oggi però le generazioni sono diverse: le prime volte che abbiamo affrontato il bosco con i nostri figli avevamo con noi il pallone e un vario “arsenale” di attrezzature tecnologiche. Con il passare del tempo e l’intensificarsi delle escursioni, i ragazzi hanno cominciato a scordarsi pallone e cellulare nello zaino, e ad accorgersi ed accogliere tutto il resto!”

Gli adulti, la natura e la Nintendo DS
Nei successivi quindici-venti minuti Paolo ci legge alcuni scritti che – a pensarci – ancora ci fanno sorridere e ci riempiono di tenerezza: una pagina di “Diario di una schiappa” e uno stralcio del diario del figlio, che dibatte tra natura e Nintendo DS con una scioltezza che a noi “grandi” sembra quasi paradossale. E ancora più chiarezza ci si fa davanti nel capire come le generazioni nate negli anni Duemila abbiano ben altre coordinate per rapportarsi al mondo.

“L’adulto nello spazio aperto deve fare un passo indietro – continua Tasini – e contemporaneamente avere ben chiaro quale genere di natura sia intorno a sé e ai bambini. Il ruolo del “grande” è importante, e soprattutto deve egli stesso sentirsi a suo agio. Proprio per questa “urbanizzazione” degli spazi naturali, oggi per presentare ai più piccoli dei luoghi veramente “naturali” si deve spesso portarli in posti che sembrano abbandonati, e che possono risultare difficili da comprendere. Per chi è abituato a starci, la natura è fonte continua di stimoli, di curiosità. Ma per un bambino può essere qualcosa di strano: la vivibilità di quei luoghi è fatta di rapporti delicati, alla ricerca di nuovi equilibri, di fiducia. Per questo i bambini devono sentirsi sicuri ma contemporaneamente liberi”.

A conclusione, una riflessione di Sergio Sichenze – che ha moderato gli interventi del mattino – che ci invita a chiarire la distanza tra i significati di confine e di limite. “Cosa sia un confine gli è sin troppo chiaro (quello che delimita spazi, territori, divisioni); l’uomo, invece, non ha ancora fatto proprio il concetto di limite, soprattutto se riferito alla materia ambientale. Viviamo come se abitassimo un mondo dalle risorse illimitate … e invece il nostro mondo è proprio quello dove le risorse sono (quasi?) finite!”.

Copyright immagine: Paolo Tasini

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Referenti e collaboratori attività educativa del circuito multidisciplinare Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia (Prosa, Musica, Danza)

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