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Piero Sidoti @ teatroescuola

Non c'è acqua più fresca grandeIntervista a cura di Omar Manini. 

Piero Sidoti è professore di scienze e matematica nella scuola media, ma per noi è un cantautore ricco di vivacità intellettuale. Fresco e delicato, ma assolutamente impattante, è il suo ultimo album “La la la” nel quale ironia e sentimento vanno amorevolmente a braccetto. È anche interprete di numerosi spettacoli con il suo sodale Giuseppe Battiston.

Stai lavorando ad un nuovo progetto, “Dieci più”, ma cos’è?

Dieci più è un progetto teatrale che abbina un laboratorio per i ragazzi delle secondarie di primo grado a incontri con artisti e psicopedagogisti e si conclude con una rassegna finale. Lo abbiamo ideato insieme al dirigente scolastico Paolo De Nardo, al giornalista Gianmatteo Pellizzari e al mio grande amico e compare Giuseppe Battiston. La cosa importante, distintiva, è che nasce dentro le scuole per rivolgersi al mondo esterno, creando così una rete di istituti attorno al concetto di teatro fatto a scuola che prevede un lavoro organico tra i protagonisti dell’educazione e quelli teatrali. Il teatro deve diventare un tassello essenziale, uno strumento didattico fondamentale, perdipiù inclusivo, per sviluppare competenze.

Deduco che per te il teatro sia in grado di trasformare, educare, crescere …

Tra le proposte scolastiche, è forse la cosa più formativa che riesco a fare. Questo perché a teatro si riesce ad esperire tutti gli errori che si fanno nella vita, riconducendoli a degli stati fondamentali per farci arrivare dove siamo. Sono fanali che tracciano la strada per farci arrivare al punto d’arrivo. Nulla, più del teatro, riesce a darci un rapporto così sereno con gli sbagli. Il teatro è una tappa fondamentale per imparare: in matematica, per esempio, è difficile farlo capire, mentre a teatro è tutto immediato. Quando il ragazzo prova a fare qualcosa, se non gli riesce, lo imita dal vicino e così via… Ci si aiuta, si trae spunto e si cura, così, la demotivazione che noi insegnanti siamo bravissimi a seminare.

Sembri entusiasta dell’insegnamento, nonostante oggi sia una professione alquanto bistrattata.

Lo sono perché penso di fare due attività, una più bella dell’altra, che portano alla condivisione con i ragazzi. Anche se parlo di matematica o scienze, parlo della vita. Fare scuola è bellissimo: insegnare è veramente un atto d’amore, non è vuota retorica. Certo, ognuno di noi, nella vita, ha un’importanza fondamentale e, insieme, nessuna importanza e anche nella scuola è così… non puoi fare miracoli, però puoi regalare strumenti per capire e affrontare il mondo. Vedere un ragazzo, che normalmente quasi non parla, salire sul palco e dominare la situazione ti fa capire di aver fatto la cosa giusta.

Il teatro, però, sembra essere fermo al passato; i tempi di fruizione, oggi, non combaciano con quelli di un’arte che richiede pazienza, ascolto, apprezzamento per l’artigianato…

I giovani, in effetti, chiedono cose immediate, ma è fondamentale portarli a ragionare. Anch’io mi sento migliorato e peggiorato insieme, soprattutto nella capacità di approfondire le cose. Internet ci dà “notizie lampo” che vengono ritenute vere a prescindere e la soglia della noia si è notevolmente abbassata. Il teatro anche qui ci viene in aiuto: è la maniera più rapida per approfondire le cose.

Che ruolo ha un insegnante oggi?

Dev’essere un motivatore, dare sicurezze in se stessi, per il domani. È un ruolo fondamentale e deve avere una visione intellettuale di portata più ampia rispetto a quella del semplice anno scolastico. Questo per guardare alla proiezione futura di ogni persona. Oggi non è più pensabile avere un “asino” che non sperimenti il successo formativo, perché ciò porterebbe ad avere un individuo disorientato e pericoloso. Molti oggi si sentono inadeguati, stupidi e sono certamente più fragili di noi: gli mancano tutti i nostri punti di riferimento, sono più soli, isolati in se stessi e perciò vivono appieno un eventuale feedback negativo che li blocca, li ferisce anziché spronarli e rafforzarli.

Teatro e scuola: in cosa si assomigliano?

Sono terapeutici entrambi e portano ad affrontare le persone, condividere emozioni e confrontarsi con momenti irripetibili. Tutti e due sono comunicazione e condivisione emotiva.

Con i miei studenti faccio teatro partendo dalla maieutica, dalla condivisione del vissuto dei ragazzi. Senza aver paura di uscire dai binari o senza schiacciarli in schemi preconcetti. In quello che stiamo facendo ora, “Odio le verifiche a sorpresa”, un ragazzo risponde che si annoia al professore… perché aver paura della verità invece di ascoltarla, capirla e trasformarla in qualcosa di bello? A differenza di molti altri, certi insegnanti non hanno apprezzato e questo, per me, è il successo più grande! (ride di gusto, nda)

Quali responsabilità nell’essere cantautore? quale pubblico?

Bisogna essere autentici, sinceri. Non dire sempre la verità, ma essere verosimili nel dire ciò che si sente. Al pubblico non penso, anche se, probabilmente, con gli anni si diventa più smaliziati, si perde un  po’ di freschezza… ma condividere un’emozione e riconoscersi negli altri è l’ancora di salvezza per ogni tristezza.

Essere giovani nel 2017: un’opportunità o una condanna?

Io vedo sempre tutto come un’opportunità, sono uno scetticamente e moderatamente positivista. Si sta andando comunque verso il meglio, malgrado durante il percorso ci siano degli abissi di perdita dei valori. È la scuola che deve tutelare ed essere un’isola felice, un contenitore di opportunità che sappia sempre difendere i ragazzi, anche con una bella sgridata, quando serve.

Piero Sidoti è ospite delle Stagioni di Prosa di Monfalcone, Codroipo, Casarsa delle Delizia, Colugna di Tavagnacco con NON C’E’ PIU’ ACQUA FRESCA (produzione CSS Teatro Stabile di Innovazione del FVG)

http://www.ertfvg.it/non-ce-acqua-piu-fresca/

Sul progetto “Dieci più” :

https://www.facebook.com/pg/Dieci-pi%C3%B9-1634191420218074/about/

About The Author

Referenti e collaboratori attività educativa del circuito multidisciplinare Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia (Prosa, Musica, Danza)

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