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Parto. Un viaggio con Chiara Carminati e Massimiliano Tappari

20140227_171040[1]Parto.
Incontro in collaborazione con il Comune di Grado e AIB Sezione Friuli Venezia Giulia.

27 febbraio, la prima giornata di sole dopo una stagione d’acqua e di pensieri … Arriviamo a Grado ed entriamo in un luogo splendido, pieno di luce, ordinato e colorato.

Non poteva esserci un posto pi√Ļ adatto della rinnovata Biblioteca Falco Marin per presentare il viaggio di Chiara Carminati e Massimiliano Tappari.
Un libro. Ma mica solo quello. Un piccolo tesoro da contemplare, un po’ alla volta; da riprendere in mano, da rivedere e riascoltarsi dentro, giorno dopo giorno con intenzioni, mente, ricordi, sguardi diversi.

20140227_171108L’incontro con gli autori √® organizzato nell’ambito della stagione di Piccoli Palchi 2013-14, che dopo tanto tempo √® ritornata con forza e con proposte studiate con attenzione (e non poco orgoglio!) a dedicarsi anche ai pi√Ļ piccoli, ai bambini della fascia 0-36 mesi (gi√† apprezzatissimi gli spettacoli di Maria Ellero in Friuli, del Teatro Testoni a Monfalcone e di¬†Scarlattine Teatro¬†con Sc√†t√©nati¬†(appena apprezzato con grande entusiasmo nell’Isontino).
Siamo dunque ad ascoltare, vedere, sentire Parto, il volume della Collana 0-3 di Franco Panini Editore, presentato dagli stessi autori.
Nel pubblico molte pance grandi e rotonde, future mamme che stanno vivendo il viaggio del libro nelle due direzioni; ma anche giovani gi√† genitori e insegnanti delle scuole dell’infanzia, del nido, delle primarie.

20140227_175345E non √® una presentazione qualunque (come mai sono le esperienze di teatroescuola): al proiettore c’√® un Tappari che estrae “dal cappello” infiniti particolari condividendoli con il pubblico grazie alla sua telecamera da tavolo … un lente di ingrandimento mobile che pu√≤ diventare speciale, se lasciata nelle mani di un bravo fotografo e insieme ottimo narratore.
A parlare √® soprattutto Chiara che fa poesia non solo quando scrive, ma anche con i suoi gesti, con il suo sguardo, con un porgere i propri argomenti che avvolge e instilla un sereno sorriso in chi l’ascolta.
“Ci siamo conosciuti grazie al nostro editore”, spiega Chiara. Panini, infatti, conoscendo le prerogative della poetica di Chiara e la specificit√† dell’obbiettivo di Tappari, li ha fatti incontrare … Originariamente il lavoro sarebbe dovuto orientarsi su un¬†fantastico (nel senso etimologico del termine!) gioco con le parole attraverso le immagini. Poi per√≤ entrambi gli autori si sono incontrati su un percorso diverso. Inizialmente l’idea era quella di affrontare il pensiero di un “beb√®” (maschio o femmina, poco importa) nei 9 mesi passati nella pancia.
20140227_173401“Ho visto come le immagini di Massimiliano fossero straordinariamente attente al quotidiano. Come attraverso di esse io potessi “rivedere” i dettagli che ho sempre sotto gli occhi, sui quali per√≤ non mi ero mai soffermata. Sono foto “a chilometro zero” (come dice Massimiliano), fatte per stupirsi del mondo che si vive quotidianamente.
E questi dettagli mi aprivano via via mondi diversi. Cos√¨, per parlare di questo viaggio scegliemmo insieme molte delle immagini proposte da Massimiliano. Alcune sarebbero dovute essere scartate. Altre, dunque, “scelte”. La scelta comporta sempre una rinuncia, e rinunciare non √® mai semplice.
Mi trovavo davanti al tavolo pieno di … “figurine” (visto che si parla dell’editore Panini, la metafora √® calzante!): guardavo e riguardavo quelle foto. Dovevo sceglierle giuste perch√© ci accompagnassero attraverso il viaggio del piccolo nella pancia, ma non mi bastavano. C’erano troppe suggestioni, troppi scenari che si aprivano.
Cos√¨ insieme pensammo a un’altra possibilit√†: perch√© non ascoltare anche la voce della mamma durante quei nove mesi? Non √® meno importante, anch’essa determina una vita. E probabilmente quelle due voci si parlano, si cercano, si aspettano. E hanno comunque una visuale diversa del percorso”.

Parto_Carminati-TappariEcco come nasce Parto, e le due copertine (l’aria per il cammino della mamma, l’acqua per quello del bambino) e le due direzioni di lettura che s’incontrano al centro.
La scelta delle foto è stata un lavoro a intermittenza, un continuo esercizio di osservazione e distrazione, di ripensamenti e valutazioni prese con il tempo e la calma necessaria.
Per simulare il meccanismo della scelta, Chiara propone ai singoli del pubblico di scegliere tra tre fotografie (delle copie di immagini di Tappari, presenti sul libro) una che rappresenti un particolare stato d’animo, un particolare momento della propria vita o del proprio sentire. Quasi tutti i partecipanti accettano la sfida, e ciascuno di loro alla fine spiega i motivi della scelta. Immagini simili che agli occhi di diverse persone aprivano universi del tutto lontani, personali, unici. E le stesse immagini nascondevano vite, istanti, sensazioni insostituibili.

Chiara continua: “Quando mi avvicinavo alla stesura del libro mi chiedevo … ma come faccio ad arrogarmi il diritto di comprendere quali possano essere i pensieri e i sentimenti di una mamma che attraversa quei nove mesi; e soprattutto quali le possibili sensazioni di un bambino che sta cominciando il suo ciclo di vita … Proprio un bambino (e non √® strano) mi ha sollevato dall’ansia, suggerendomi con naturalezza la via. Quando accompagnavamo una classe delle primarie ad un incontro, un bambino vide una cicogna che nidificava su un lampione e si chiese: ma come fa quell’uccello a portare i bambini nella pancia della mamma? Con grande seriet√† ci pens√≤ un po’, e dopo aver riflettuto trov√≤ la soluzione: “lo chiedo a mio fratello perch√® lui √® pi√Ļ piccolo, ha tre anni e sicuramente si ricorda cosa succedeva l√¨ dentro!”
Ecco: semplicissimo, scritto nell’ordine delle cose. Possiamo narrare anche quei momenti perch√® (da qualche parte, in qualche modo, inconscio e immaginifico) ce li ricordiamo.
E cos√¨, su questa base, le “figurine” si sono scelte da sole, dopo tantissime riflessioni e confronti”.

E ancora una volta Chiara e Massimiliano giocano sul punto di vista, sulla differenza delle sensazioni che dipendono da noi e da come noi viviamo il rapporto con il mondo …

elastici a confrontoGli elastici attorcigliati a caso prendono forma, assumono significati di oggetti e immagini vere, diventano rappresentazioni diverse: non solo quando sono diverse le persone che li guardano, ma anche semplicemente quando √® diverso l’orientamento dell’immagine…

 

Noi Parto l’abbiamo comprato. E l’abbiamo sul comodino, per aprirlo ogni sera a un punto diverso del viaggio. E spiegarci dove potremmo o vorremmo essere noi tra i versi e le immagini.

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Referenti e collaboratori attività educativa del circuito multidisciplinare Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia (Prosa, Musica, Danza)

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