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OPERASTRACCI

Operastracci 1Operastracci (Cantieri Teatrali Koreja РLecce) è ospite del teatroescuola 2016/2017 per le scuole primarie di Monfalcone.

una recensione a cura di Omar Manini

‘Quando ero piccolo l’unica musica erano le arie del melodramma. Mio non le conosceva a memoria. da allora mi accompagnano tutte le volte che incontro la tenerezza, la rabbia, l’amore.’

Il “racconto” della vita e dei suoi misteri; quadri che usano lo strumento dell’ellissi senza mai scadere nella sommariet√†, trovando sempre il modo di toccare l’astrazione poetica: Operastracci dei Cantieri Teatrali Koreja (Lecce) – bellissima realt√† di condivisione, studio, elaborazione e produzione teatrale italiana – illustra il percorso che dalla nascita conduce all’et√† adulta, sfiorando anche il tema della morte che √® il preambolo al nostro naturale approdo.

Dimenticando ogni facile iscrizione in categorie e ruoli, i tre bravissimi attori della compagnia, sui quali svetta per precisione e sensibilit√† d’approccio Emanuela Pisicchio, abbandonano il facile (ambiguo?) strumento della parola per lavorare sul gesto del corpo e sulla mimica. Recuperano cos√¨, brillantemente, l’essenza della narrazione e regalano la libert√† d’interpretazione, riuscendo in un perfetto mix tra riempimento di senso e contemporaneo svuotamento di indirizzo.

Il corpo scrive pagine che mostrano il mistero della nascita, fanno ridere sul primo confronto amica-amica, guardano al primo incontro uomo-donna, toccano le corde del cuore allo scoccare della scintilla amorosa e lasciano sospesi nel mistero al sopraggiungere della morte, per poi chiudere con l’accettazione e il superamento della stessa. In mezzo il valore del gioco nella scoperta giovanile del corpo, dell’individualit√† e dei primi turbamenti (che grazia nell’introdurre l’attrazione sessuale!).

Il tutto armonizzato, sostenuto, legato, annodato dalla continua, costante presenza di un enorme lenzuolo bianco che avvicina o allontana, si fa vita o morte, svela o maschera, diviene oggetto inanimato o attivo strumento protagonista, metafora della nostra condizione, continuamente altalenante tra possibilit√† d’azione e passiva accettazione.

Uno spettacolo che si rinnova continuamente, sposando coraggiosamente le note classiche della colonna sonora, facendosi al contempo fiaba della realt√† e guida alla sensibilizzazione sulla bellezza dell’ascolto e sul molteplice, multiforme senso della musica, anche quella, la lirica, che non siamo abituati ad ascoltare nel nostro quotidiano. Senza dimenticare la precisione millimetrica nell’uso degli spazi e nella composizione scenica che rimanda, in un continuo e ammaliante ciclo di incastri e di citazioni, a immortali capolavori dell’arte.

Uno spettaccolo, infine, che √® movimento dell’Arte sulla vita e delle azioni della vita sull’Arte, dove la somma delle componenti e l’incontro tra le parti (persona-persona, persona-oggetto, oggetto-oggetto) danno un risultato migliorativo che si fa scintilla e stimolo per la maturazione.

 

approfondimenti

http://www.ertfvg.it/tes/operastracci/

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Referenti e collaboratori attività educativa del circuito multidisciplinare Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia (Prosa, Musica, Danza)

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