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MAT+S 2015. “Qui con me”

Siamo finalmente a colloquio con Luisa Vermiglio, “anima” del MAT+S (sempre coadiuvata dall’opera attenta e dalle bellissime creazioni di Belinda De Vito e dall’entusiastico intervento di Marco Rogante) che a Monfalcone costituisce un appuntamento importante e atteso tra¬†le attivit√† di teatroescuola. Quest’anno si conclude una trilogia, quella del “QUI”: Dopo il “Qui mi piace” e il¬†“Qui dentro e qui fuori”, il 2015 vede il percorso del “Qui con me”, incentrato sulla relazione tra bambino e adulto, tra “attore” e pubblico.

Come sta andando, questo nuovo MAT+S, Luisa?
Bene, direi … come anticipavo, quest’anno MAT si propone di analizzare il “pubblico” – che per i bambini, nel nostro caso, √® quello dei genitori e di approfondire le relazioni tra il pubblico e i bambini attraverso il loro percorso dello “stare a teatro”. Nel caso del MAT da sempre i bambini sono chiamati a fare teatro per poi condividerlo con i genitori (che alla festa finale – attesa per la fine di maggio – sono anche fisicamente la platea). Quest’anno abbiamo voluto diluire il confine tra palcoscenico e il pubblico, far vivere un’esperienza condivisa – tra genitori e figli, piccoli e grandi … gi√† nel periodo medievale avevano compreso la necessit√† di abbattere questo confine, e contemplavano una vicinanza, anche fisica, tra attori e pubblico …
Abbiamo insistito su questa scelta perch√© √® stata ed √® uno strumento che ci consente di “preparare” il nostro pubblico: MAT sfocia sempre nelle feste finali, con un lavoro compiuto che deve avere le caratteristiche del coronamento di un percorso e il pubblico (dei genitori, nel nostro caso) va preparato: i grandi vanno introdotti con pazienza nel percorso che – nella crescita – per i bambini ha significato fatica, impegno, attenzione. L’incontro finale di MAT non √® un “saggio” (nell’accezione pi√Ļ “didascalica” cui siamo abituati): √® il coronamento di un cammino molto profondo e continuativo, nel quale sono coinvolte le insegnanti (come sempre, va detto, di una sensibilit√† e una disponibilit√† incredibili!) e noi operatori e che condiziona un intero cammino scolastico.

“Sento, provo, percepisco, imparo”. Morbido viaggio esplorativo senza scarpe, per allenarsi al tempo del racconto. Questo il titolo dell’incontro che avete preparato per bambini e genitori nei locali del “Centro Giovani” di Monfalcone …
S√¨, l’incontro era stato preparato, convocando i genitori che si erano resi disponibili con un¬†precedente appuntamento¬†che si √® svolto tra febbraio e marzo: la disponibilit√† delle famiglie non √® semplice da “conquistare”, e la presenza in citt√† di molti nuclei stranieri (in particolare del Bangladesh, la cui comunit√† √® fortissima a Monfalcone) ha introdotto anche la presenza di un mediatore culturale, perch√© tutti potessero partecipare all’esperienza con gli stessi strumenti.
Anche i bambini hanno cominciato la preparazione molto per tempo: Marco Rogante (collaboratore storico del MAT) ha lavorato con i bambini preparandoli ad instaurare tra loro una relazione di fiducia. Il percorso non √® stato facile, tendenzialmente i bambini all’inizio sono diffidenti, non si lasciano andare se non sono in confidenza. Con Marco hanno fatto grandi passi, hanno lavorato molto sulla sensibilit√† di stare “con” gli altri in modo diretto ed empatico.

L’esperienza di “Sento, provo, percepisco, imparo” √® stata davvero coraggiosa, da tutti i punti di vista. Abbiamo responsabilizzato i genitori disponibili, impegnando loro anche i fine settimana e chiedendo loro un notevole “sforzo” emotivo … e quasi 200 persone – tra genitori e bambini – hanno risposto: un ottimo risultato!
Belinda De Vito, la bravissima coreografa che da sempre segue MAT, ha studiato con perizia e grande inventiva una serie di materiali da usare nel percorso sensoriale della stanza del “Centro Giovani”, preparando gi√† la strada per il lavoro finale che si svolger√† a Teatro, come sempre a fine maggio. Il cammino preparato da Belinda era diviso in 13 tappe, che escludevano la percezione visiva (sarebbe stata troppo prevalente, e ci piaceva – soprattutto – esercitare dei sensi a cui tutti, anche i bambini, siamo meno abituati). Olfatto, udito e tatto hanno guidato genitori e bambini nell’esplorazione. La sala era divisa in due grandi aree da una ruvida tenda di canapa (tutti i materiali scelti da Belinda sono sempre naturali!); appesi – a contrasto con mani e viso nel cammino – fili riempiti con conchiglie, foglie o fatti di rafia; sotto i piedi materiali morbidi (cuscini, imbottiture) o duri (piastrelle, legno), sul percorso molti elementi di acqua e tante componenti olfattive (piante, fiori, essenze). Da accompagnamento costante il suono dell’acqua sulla battigia, per rendere accogliente, naturale e familiare l’ambiente tutto …
Per parte di questo percorso – in particolare per lo studio del percorso sensoriale – ci rifacciamo in modo decisivo all’esperienza fatta con Arianna Sedioli e Luigi Berardi: con loro abbiamo compreso che la percezione √® uno dei modi primari di imparare, anche se nella vita di tutti i giorni tendiamo ad apprendere pi√Ļ con la mente, lasciando da parte l’atto percettivo, quasi dandolo per scontato. L’idea di “sopire” la vista – il senso preminente – e di affidarsi all’ascolto degli altri sensi √® stato di grande impatto emotivo, in particolare per gli adulti che – non abituati – hanno vissuto il percorso in modo quasi … incredulo.

Suggeriamo, ¬†a questo punto, di leggere e godersi con attenzione il breve scritto – “Il luogo dei sensi¬†– tratto da¬†“Coccole – giochi per nutrire i sensi e le emozioni” di Arianna Sedioli e Fulvia Pietrapertosa, ed. La Meridiana – Partenze, 2010: una vera perla che Luisa ci ha indicato e che √® preceduto da un’introduzione chiara ed esaustiva del percorso esplorativo che stiamo descrivendo.

Un’aula che ci √® sembrata … perfetta per i nostri scopi! Era cos√¨ bello, sin dall’inizio, percepire questa comunit√† allargata: pi√Ļ che in ogni altra occasione abbiamo vissuto il senso completo della comunit√† del MAT, che considera anche i genitori, gli adulti, una parte integrante del cammino dei piccoli … una “schiera” di persone che si scambiano racconti!
La maggior parte dei bambini hanno scelto di essere loro a guidare i genitori nell’esperienza sensoriale (genitori: rigorosamente bendati!). Anche i bambini pi√Ļ vivaci, quelli solitamente meno propensi all’attenzione, hanno saputo guidare i loro “grandi”: sono stati investiti da un grande senso di responsabilit√† e hanno mantenuto altissima la concentrazione per molto tempo … e per noi √® stata una soddisfazione fantastica!
Nell’aula i turni erano a piccoli gruppi e l’esperienza (per riuscire ad accontentare tutti) durava circa mezz’ora. L’inizio prevedeva una “camera di decompressione”, un’introduzione ai tempi e ritmi richiesti dal percorso. Un secondo passo continuava con¬†la conduzione dei bambini attraverso un percorso numerato prestabilito, insieme a Marco che li instradava verso una giusta concentrazione; poi iniziava il percorso con i genitori.
La sorpresa forse pi√Ļ grande √® stata quella di percepire una soddisfazione enorme proprio negli adulti: una sorta di stato di grazia, di tempo “sospeso” e gioioso che – nella maggior parte dei casi – li ha sorpresi e gratificati. Quasi tutti entravano con i ritmi e con le legittime distrazioni del quotidiano, e quasi tutti uscivano come se fossero transitati in una dimensione diversa. L’episodio di un pap√† che √® stato convinto in extremis a partecipare e che √® stato guidato nel percorso da un bambino con il quale non aveva una relazione pregressa, √® stato forse uno dei pi√Ļ significativi. La relazione cui hanno fatto fronte entrambi non era lineare: ci √® voluto un lungo studio reciproco prima di affidarsi l’uno all’altro … eppure alla fine hanno goduto entrambi dell’esperienza. L’adulto, in particolare … aveva la sensazione di essere di nuovo bambino: in meno di mezz’ora passare dalla frenesia dell’orario, del telefono, degli appuntamenti, ¬†a una condizione di infanzia, di gioco, di sensorialit√† naturale √® una delle pi√Ļ grandi conquiste che ci potessimo attendere. E “scoprire” come i grandi si lascino andare a questa idea cos√¨ diversa della relazione, vedere con quanta semplicit√† e tenerezza si facciano¬†guidare ai gesti pi√Ļ semplici (eppure inconsueti) nei confronti dei bambini √® stato davvero commovente!

Ora come attendete la giornata finale?
Stiamo esaminando i “risultati” dell’esperienza condivisa, anche attraverso le cartoline che tutti compilavano con le loro impressioni all’uscita dell’aula sensoriale … E nei mesi scorsi, con i bambini a scuola, avevamo gi√† iniziato un percorso, parlando di viaggio.
L’“Odissea” – di cui avete ampiamente parlato proprio nel blog dopo l’esperienza con lo studio di Scarlattine Teatro – √® stata al centro del processo fatto a scuola. Ognuno dei bambini ha scelto una parte del viaggio di Odisseo da approfondire a suo modo. Lo scopo per noi era quello di tracciare una “mappa dei viaggi” attraverso tutte le classi (cos√¨ che quanti pi√Ļ bambini possibile potessero¬†condividere e conoscere i paesi di provenienza di tutti, ¬†in modo compartecipe e giocoso). E accanto al “viaggio lungo”, abbiamo esplorato in classe anche il “viaggio corto”, quello che porta il bambino con l’adulto da casa a scuola, o da scuola all’attivit√† del pomeriggio, o dai nonni … un modo semplice per comprendere i ritmi quotidiani e i loro imprevisti e per scandire e analizzare con loro ritmi e tempi del vivere.
Ma sulle giornate finali del Teatro Comunale ancora non ci sbilanciamo … stiamo lavorando e vi aspettiamo con delle interessanti sorprese!

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Referenti e collaboratori attività educativa del circuito multidisciplinare Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia (Prosa, Musica, Danza)

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