Il suono abitato

IL SUONO ABITATO
Intrecci fra Musica, Suono, Voce, Teatro e Coro 

Giornata regionale di formazione per insegnanti, maestri di coro, musicisti, operatori musicali, teatrali e culturali, bibliotecari, genitori, operatori delle scuole di musica e di teatro.

Pordenone, 26 settembre 2015 – Teatro Comunale Giuseppe Verdi

un’iniziativa dell’Ente Regionale Teatrale del  Friuli Venezia Giulia–teatroescuola nell’ambito del progetto Teatro di Voci

con il patrocinio e la collaborazione dell’USCI Unione Società Corali del Friuli Venezia Giulia  nell’ambito del progetto Note di Conversazione
con il riconoscimento dell’Ufficio Scolastico Regionale

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Un altro anno scolastico comincia…
e anche teatroescuola muove i passi per delineare il nuovo percorso.
Come giĂ  annunciato, il focus delle attivitĂ  del 2015-16 si sintetizza nel concetto di “pluridisciplinarietĂ ” che in sĂ© raccoglie molteplici nature … sensoriali, emotive, espressive, artistiche.

Il primo degli appuntamenti – segnalato qui sopra e sul nostro sito ufficiale (clicca qui per conoscere il programma) – è dedicato agli “addetti ai lavori” ed anticipa – nello spirito e nella modalitĂ  – le giornate di Fare Teatro a Scuola Secondo Noi che come ogni anno – per quanto in modalitĂ  leggermente diversa – si svolgeranno a Udine il 16 e 17 ottobre.

Dialogo, formazione, condivisione, attivitĂ  pratiche: al centro della giornata di studi pordenonese è la totalitĂ  artistica del vivere il suono, per tutto quanto esso significa (spazio, movimento, azione, relazione, sensorialitĂ , propriocezione,…) come ben spiegato nell’introduzione che si legge sul nostro sito.

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Ma una premessa – proprio sul concetto di multidisciplinarietĂ  – ci sembra necessaria …
Il nuovo ruolo dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia come circuito multidisciplinare impone anche a teatroescuola delle riflessioni.

Nel nostro ruolo di “circuitatori” di spettacoli e proposte per e con i bambini per ciò che riguarda il teatro abbiamo alle spalle un’esperienza pluriennale; non possiamo dire lo stesso degli altri linguaggi che cominciamo a trattare – seguendo le direttive del decreto ministeriale: la danza e la musica. Con esse ci sentiamo meno pronti, ancora incerti sulla linea di lavoro.

E siamo dunque a chiederci cosa potrebbe significare per noi “multidisciplinarietĂ ”, concetto (e termine) che ci provoca un certo … disagio. Il teatro ragazzi e l’arte per bambini in senso generale è fatto abitualmente di performances che difficilmente è possibile classificare secondo la disciplina o il linguaggio: sono spettacoli in cui spesso musica, danza, parola, immagine e ogni altra possibile espressione possono convivere senza necessitĂ  di distinzioni o classificazioni. Gli eventi artistici per i bambini utilizzano contemporaneamente molti linguaggi e diverse modalitĂ  comunicative.

Esiste comunque un mondo in cui si producono performance di danza e di musica con modalitĂ  e obiettivi spesso molto diversi da quelli che un certo teatro ragazzi si pone … almeno così ci pare.
Se è verro che il teatro ragazzi è – in maniera straordinariamente peculiare – un contesto artistico che si definisce sulla base del pubblico, altre discipline e linguaggi non possono accettare questa definizione (non si è mai sentito “musica ragazzi” o “danza ragazzi”!).

Con la sincera premessa, dunque, che ripartizioni così nette ci … stanno strette (!) cominciamo il nuovo percorso multidisciplinare proprio chiedendoci cosa siano la danza e la musica per bambini, secondo noi; come nascano e come siano proposte ai bambini.
Ci mettiamo dunque alla ricerca di una nostra modalità di stare assieme a questi linguaggi e di una strada possibile che ci permetta, almeno in parte, di fare quello che negli anni abbiamo cercato di proporre attraverso il teatroescuola: imparare ad ascoltare e a muoversi all’interno di uno “sguardo complesso”, che, secondo noi, è l’habitat di ogni forma artistica.

Il bambino, una persona completa …
Il teatro ragazzi sembra avere ormai consolidato una certa modalità di procedere che parte dai bambini e dalla loro teatralità innata. Un lavoro di osservazione e di ascolto che gli artisti, quelli realmente interessati ad una relazione con l’infanzia, trovano irrinunciabile. Quanto raccolto viene da loro elaborato e trasformato in una performance che sarà poi restituita artisticamente ad un pubblico di bambini. Artisticamente quindi, non educativamente o didatticamente. Parliamo di arte e di urgenze espressive che sono degli adulti ma che sono filtrate da una precisa idea di bambino che ci piace definire “intero”, già completo e finito al quale non dobbiamo insegnare nulla; con il quale vogliamo cercare una relazione attraverso l’arte.
Nella nostra ricerca su un modo di stare nella musica per e con i bambini ci imbattiamo invece in molta didattica e in poca arte. Riflettiamo quindi sulla necessitĂ  di condurre i bambini ma non solo, in un percorso di ascolto, non solo con le orecchie. Un modo di stare con i suoni , piĂą o meno organizzati, che possa condurre ad una percezione globale che coinvolge tutti i sensi, una sinestesia che è stare nel suono esteticamente. Stare bene e a proprio agio in una dimensione sonora, sia “facendo” sia “ascoltando”, che sono poi facce di una stessa medaglia.

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I protagonisti della giornata

Dopo questa doverosa introduzione, segnaliamo ancora che il depliant della giornata è scaricabile cliccando qui e introduciamo qui di seguito i professionisti che in questo primo passo ci aiutano ad … abitare i suoni!

Valter Colle

Il legame tra la musica e il suono e il movimento è all’origine della musica e dello sviluppo umano. Anche le neuroscienze confermano che i recettori del suono e del movimento sono gli stessi. Ascoltiamo in movimento anche quando stiamo fermi. Attraverso il corpo e i canali sensoriali percepiamo e conosciamo il mondo e l’ambiente, reagiamo agli stimoli, diamo forma alle nostre emozioni e comunichiamo. La commistione di linguaggi e la forza comunicativa della danza, del movimento, del canto e della musica in genere sono forme artistiche innate e “originarie”?

Il rapporto che andiamo cercando di indagare e che si instaura tra musica e movimento va ben oltre alla semplice traduzione di un linguaggio o all’accostamento di linguaggi diversi ma si struttura come un elemento antropologicamente fondante nel suo specifico “farsi”. Canto musica danza e quindi movimento sono all’origine del fare musica e sono facoltà profondamente umane?

Antonio Della Marina

Stare nel suono significa trovare una corrispondenza (vibrazione, risonanza….) con un elemento fisico che diventa arte e linguaggio e quindi esperienza estetica (nel senso che coinvolge tutti i sensi) solo se per chi la vive acquisisce un senso. Una corrispondenza che ha a che fare con la fisicità del corpo e l’attivazione di certi processi celebrali e sensoriali. Il suono in tutte le sue componenti comunicative e affettivo/sensoriali non esiste come entità fisica al di fuori di noi. Esiste come vibrazione di un corpo elastico trasmesso nell’ambiente in senso fisico/oggettivo e in senso soggettivo nella sensazione prodotta a livello cerebrale attraverso l’apparato uditivo. L’ascolto è una immersione nel suono che lega chi produce a chi riceve. Capacità e predisposizione che va compresa e coltivata.

Marco Toller

Fare musica con il corpo è anche fare musica con la voce che è parte integrate di un produrre ma anche di un sentire. La voce è espressione di sé e dell’animo, di sensazioni e emozioni. Il legame con il corpo e la voce e la capacità di ascoltare e ascoltarsi sintonizzandosi su un suono mio e degli altri prima che su un fare musica secondo criteri e parametri riconosciuti. Esplorare il suono attraverso la voce e il corpo anche in relazione ad uno spazio esterno ed interno. La musica ha in se delle qualità spazio temporali innate che è necessario scoprire. La musica vocale e corale come un “teatro di voci” e una appropriazione anche spaziale di un contesto sonoro. Musica come arte che fa i conti con uno spazio e che si determina ed è determinata da uno spazio.

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Indicazioni pratiche

Chiudiamo con un piccolo vademecum per i partecipanti che vogliono seguirci in questa prima avventura dell’anno scolastico.

Sabato 26 settembre

Ritrovo alle ore 9.30 al Ridotto del Teatro Verdi di Pordenone

ingresso da piazzetta Pescheria (sul retro rispetto all’ingresso principale del teatro che si trova in viale Martelli 2).

Una nota: il sabato mattina nella piazzetta si svolge il mercato;

Eventuale carico/scarico è possibile di fronte al teatro all’altezza del caffè Illy (quel tratto di viale Martelli è a senso unico);

Parcheggi: multipiano Verdi in viale XX Settembre (€1,60 all’ora) oppure multipiano del Tribunale in via Rivierasca (€0,30 all’ora).

Tavola rotonda ore 10.00

Si terrĂ  al Ridotto del Teatro Verdi. Gli interventi di circa 20 minuti ciascuno si susseguiranno secondo la seguente scaletta: Valter Colle, Antonio Della Marina, Marco Toller.

La mediazione dell’incontro sarà a cura dell’ERT FVG-teatroescuola e dell’USCI FVG.

Per la proiezione di slides/powerpoint è previsto un videoproiettore già predisposto per essere collegato ad un PC che va posizionato sul palco. Il portatile non è fornito. Chi desidera porti il proprio PC ed i materiali su chiavetta.

Pranzo

ore 13.00 circa presso il ristorante/pizzeria “La cueva” di piazza XX settembre 19/A, a pochi passi dal teatro. Il pranzo sarĂ  a carico dell’ERT.

Laboratori ore 14.30

Si terranno in 3 cameroni (si tratta dei camerini degli artisti) ognuno dei quali è provvisto di sedie e tavoli, che accostati tra loro formano un unico tavolo di c.a. 1,50x 5 m.

Contatti per ogni evenienza

Silvia Colle 334 3938220 – Lucia Vinzi 337 1136239

 

About The Author

Referenti e collaboratori attivitĂ  educativa del circuito multidisciplinare Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia (Prosa, Musica, Danza)

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