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I PROGETTI DI RICERCA ARTISTICA 16/17 – PRONTI. VIA!

Teatro_di_Voci 14Oramai da due stagioni, teatroescuola ha scelto per i laboratori da realizzare con i bambini e i ragazzi la strada di “adottare” percorsi di ricerca artistica proposti da compagnie e artisti che cercano nell’infanzia (e nella scuola) un territorio di confronto ed esperienza e trovano nell’attivitĂ  dell’ERT FVG un ambiente fecondo ed accogliente.
L’idea è quella di rendere disponibili e curare un tempo e uno spazio di relazione fra artisti e bambini, dove artisti e bambini condividono una ricerca artistica sperimentando linguaggi, costruendo e de-costruendo le forme dell’arte.

Quest’anno sono ospitate – e condivise – dal teatroescuola le ricerche artistiche di:

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BUIO. LABORATORIO SULLA LUCE E SUL BUIO ATTORNO ALLO SPETTACOLO ‘BUIO’
a cura di Anna Fascendini, Giulietta De Bernardi (Scarlattine Teatro).
“Una nuova suggestione da Scarlattine Teatro: lavorare con i bambini della primissima infanzia e con i ragazzi adolescenti in rapporto al legame Buio/Luce. L’obiettivo e quello di esplorare nei bambini piccolissimi la suggestione della luce e con i più grandi cercare il bambino che è ancora dentro di loro e permettergli di confrontarsi con il suo sguardo originario”.
Partecipano alla ricerca artistica insieme ad Anna e Giulietta i bambini delle scuole dell’infanzia della Val Canale Canal del Ferro


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QUATTRO PASSI. PICCOLE PASSEGGIATE PER SGRANCHIRSI L’ANIMA 

a cura di Antonio Catalano (Casa degli Alfieri)
Una nuova proposta di Antonio Catalano artista, attore, regista, verso una nuova idea di spettacolo sempre nella sfera dei suoi Universi Sensibili, una visione del mondo quotidiana e portatile ma nel contempo immaginifica. Da tempo Antonio Catalano teorizza e pratica l’abbandono di ogni idea di spettacolo perseguendo invece la ricerca di incontri artistici con “spett-attori” di ogni età in cui tende a provocare emozione, poesia e meraviglia. Incursioni con la pittura, con la scultura, con elementi naturali e il loro uso inusuale riescono a creare nuovi mondi da visitare e da incontrare. Le passeggiate, per sgranchirsi l’anima sono una nuova tappa in questo percorso. Ogni giorno un gruppo passeggerà con Antonio, ogni giorno Antonio restituirà al gruppo la poesia della passeggiata con un racconto.
Gli “Universi” di Catalano incontrano ovunque stupore ed entusiasmo. Il suo amore per l’infanzia è amore per un’età dello sguardo, indipendentemente dall’età anagrafica. Gli “Universi Sensibili” sono un cantiere sempre aperto e l’unico requisito per poterli visitare è la capacità di meravigliarsi.
Partecipano alla ricerca artistica di Antonio i bambini delle scuole primarie della Val Canale e Canal del Ferro.

EcoENarciso_foto1ECO E NARCISO. SPERIMENTANDO ALCUNI DEI 10 BISOGNI DI SUONO DEI BAMBINI 
a cura di Claudio Parrino, Elisa Ulian, Antonio Della Marina
La ricerca nasce come volontĂ /bisogno di sperimentare i “10 bisogni di suono dei bambini” come sintetizzati da Marco Geronimi Stoll in occasione delle giornate formative d’autunno del teatroescuola Musica d’arte per orecchie competenti (Pordenone 8 ottobre 2016). Marco parte da un antecedente per noi centrale a molte riflessioni: minimi e massimi tecnologici. “Tanto piĂą i bambini sono esposti ai massimi tecnologici, quanto piĂą il nostro compito diventa quello di equilibrarli con altrettanti stimoli a bassa tecnologia: primitivi, materici, concreti, analogici. Low tech.” La ricerca indaga la voce in modo ‘primitivo’ sperimentandola come ‘suono poetico’, la poesia come ‘canto primitivo’, l’ascolto e la ricerca della natura attraverso la raccolta dei ‘suoni che mi parlano’. Si sperimenta insieme, adulti e bambini, una condotta di ascolto dei suoni e della musica, un’arte che non passa necessariamente dall’occhio (“ribelliamoci al dominio dell’occhio e con lui della superficialitĂ  e della cosmesi di questa epoca bidimensionale”) per risvegliare l’immaginazione dentro di noi. La tecnologia è un mezzo per ascoltare, registrare, ri-ascoltare. L’obiettivo è una composizione collettiva a partire dalle impronte sonore registrate negli incontri e dalle narrazioni (di suoni, di parola, di immagini) che il percorso genera.
Partecipano alla ricerca artistica di Claudio, Elisa e Antonio i bambini delle scuole primarie della Val Canale e Canal del Ferro.

augusta_foto1SPAZIO PIENO E SPAZIO VUOTO. LABORATORIO DI SPERIMENTAZIONE TRA SPAZIO E MATERIA 
a cura di Altreforme, Udine
Un approfondimento nel mondo delle arti e della scultura in particolare come elemento realizzato per sottrazione o aggiunta di materiale che offre prospettive molteplici ma anche uno sguardo sulle rotture avvenute nel secolo scorso momento in cui il rapporto con lo spazio cambia in maniera irreversibile. La scultura si trasforma e diventa elemento che integra anche il non materiale, gli esseri viventi e sta al confine con l’architettura, il design, la performance che mettono in dubbio la sua esistenza perenne.
Un percorso interdisciplinare con riferimenti al disegno, alla fotografia, architettura, performance e danza. La visita a Casa Cavazzini, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine è parte integrante del percorso e permette l’immersione concreta e la sperimentazione diretta di quanto affrontato nel percorso di laboratorio.
Partecipano alla ricerca artistica di Altreforme i bambini delle scuole primarie della Val Canale e Canal del Ferro.

pingelpISOLE REMOTE. LABORATORIO DI ARTI VISIVE, CARTOGRAFIA SPERIMENTALE E MOVIMENTO CREATIVO
a cura di Chiara Castaldini, Alessandro Carboni (Progetto Pingelap)
Il laboratorio prende liberamente spunto dal testo di Judith Schalansky L’Atlante delle Isole Remote. Come ogni atlante, frutto di un viaggio di esplorazione, questo laboratorio cerca di scoprire e collezionare dettagli geografici, ricchezze, letterature sugli accadimenti di alcune tra le isole più piccole e lontane del mondo. Gli elementi cartografici e le caratteristiche degli abitanti diventano materiale dal grande potenziale narrativo e le isole stesse diventano uno spazio teatrale: il luogo perfetto dove i bambini/ragazzi potranno ambientare gli avvenimenti e le vite circoscritte di queste piccole regioni. La prima parte del laboratorio è dedicata alla lettura ad alta voce di una storia legata ad un isola contenuta nell’Atlante; nella seconda parte del laboratorio vengono ricostruite – con materiali di riciclo e rielaborate in forma di movimento – le storie delle isole precedentemente raccontate.
Partecipano alla ricerca artistica di Chiara e Alessandro i bambini delle scuole primarie della Val Canale e Canal del Ferro.

Martina_foto1ANDIRIVIENI. I NOMI DEL TEATRO. UN LABORATORIO PER DARE UN NOME ALLE COSE. 
a cura di Martina Monetti (Associazione 0432)
Dare il nome alle cose significa conoscerle ed entrare con esse in relazione. Significa anche creare un proprio repertorio, una propria enciclopedia a cui attingere, anche nel futuro. Il teatro è uno spazio ma anche un tempo, ha dei nomi precisi per chiamare le cose che lo compongono ed è anche uno spazio di relazione e di emozioni. Il laboratorio indaga le dimensioni tangibili e intangibili del teatro, un luogo con tutte le sue cose ben definite (foyer, maschera, boccascena…) e un tempo per vivere un percorso: andare a teatro dentro e fuori di noi.
Andare a teatro, sentire il teatro, chiamare il teatro. Sono alcune delle tappe del lavoro intrapreso con i bambini.
Partecipano alla ricerca di Martina i bambini delle scuole primarie di Sacile.

fACTIVIDARIO. TEATRO IN SCENA, TEATRO PER LA TESTA
a cura di Virginia Di Lazzaro
Partire da scenari-fondali-quinte per arrivare ad una riflessione su pieno e vuoto osservando i lavori di Arp e Dadamaino, con una forma semplificata al massimo. Il teatro, uno spazio da sperimentare fisicamente.
Limitare l’esperienza dello spazio e costruire uno spettacolo solo con la faccia, si ma inserita in un teatro a tutti gli effetti, a “misura di testa” con fondale, sipario, arlecchino, luci, trucco di scena…
Il laboratorio coinvolgerà l’idea di quinta, fondale, scenario per definire un ambiente prospettico e che, alla fine della rappresentazione “individuale” potranno andare a formare una installazione collettiva.
Partecipano alla ricerca di Virginia i bambini delle scuole primarie di Sacile.

rivincitaEttore_foto1LA RIVINCITA DI ETTORE. PROGETTO PER UNO SPETTACOLO
a cura di Davide Perissutti (Circoall’inCirca)
L’attivitĂ  si fonda sulla sperimentazione e il lavoro con il corpo relativamente al tema della dislessia come proposto dal libro “La rivincita di Ettore”. Il linguaggio non verbale, l’utilizzo del corpo e degli oggetti, la riflessione sullo spazio e l’interazione con esso attraverso la performance. Uno stimolo continuo all’utilizzo creativo del corpo attraverso le arti circensi. Le lettere dell’alfabeto sono utilizzate non come segni grafici ma come strumenti per disegnare nello spazio e inventare situazioni immaginarie o reali. Le attivitĂ  permettono di lavorare sulla consapevolezza del corpo, sulla dimensione di gruppo e sulla ricerca cooperativa di strategie nell’intento di favore scambi di visone e idee. La ricerca è parte attiva dell’affinamento dello spettacolo “La rivincita di Ettore” allo studio di Circoall’inCirca per la prossima stagione teatrale.
Partecipano alla ricerca di Davide i bambini delle scuole primarie di Sacile.

 

Eco e Narciso‘, ‘Spazio pieno e spazio vuoto‘, ‘Andirivieni‘ e ‘Actividario sono ricerche correlate ai percorsi di educazione alla visione e all’ascolto del piĂą ampio progetto di ricerca dell’ERT-teatroescuola Q.B. QUANTO BASTA PER ANDARE, STARE E TORNARE A TEATRO, il progetto che pone al centro lo spettatore e la sua esperienza delle arti dello spettacolo dal vivo, la sua ricettivitĂ  attiva.

About The Author

Referenti e collaboratori attivitĂ  educativa del circuito multidisciplinare Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia (Prosa, Musica, Danza)

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