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I BRUTTI ANATROCCOLI

I brutti anatroccoli grandeI brutti anatroccoli (Compagnia teatrale Stilema/Unoteatro, Torino) sono ospiti del teatroescuola per gli alunni delle scuole di Artegna, Forni di Sopra, Comeglians e Grado.

una recensione a cura di Omar Manini

Cos’√®:

A met√† Ottocento, Andersen ricavava dalla sua fertile penna quella che, per delicatezza e profonda semplicit√†, √® una vera poesia sotto forma di fiaba: “Il brutto anatroccolo“.
Unoteatro/Compagnia Teatrale Stilema di Torino l’ha riadattata teatralmente, dandola in pasto e in ascolto all’attuale pubblico – esigente e smaliziato – dell’infanzia.

L’opinione:
Il teatro e la musica sono fatti da pensieri che si travestono“, viene detto all’inizio. Come la vita, aggiungo.
Qui la magia del teatro si rinnova attingendo spunti ereditati, ma colorandoli di nuove suggestioni che, recuperando la tridimensionalità, riempiono la scena e trovano come collante la cornice sonora.  Teatro che parla la stessa lingua della vita e del quotidiano, risultando attualissimo.
√ą questo, probabilmente, l’asso nella manica di uno spettacolo scorrevole, divertente e didattico, che vince giocando con i luoghi comuni per capovolgerli. Sorretto da una complessit√† di suoni – pernacchie, versi, canzoni – e giochi linguistici altrettanto musicali che idratano l’attenzione del pubblico e trasmettono con leggerezza e divertimento il messaggio di fondo. Non dimenticando l’uso genialmente reinventato di oggetti disparati: ventose, paletti, fischietti, nacchere…
La compagnia moltiplica il numero di personaggi, prendendo spunto da elementi autobiografici, e li iscrive in schemi semplificati che sono tasselli di un mosaico compless(iv)o, diretto e compiuto, contro ogni emarginazione.
Non solo una critica all’estromissione dal gruppo, comportamento sbagliato tanto quanto naturale, ma un discorso sulle potenzialit√† della differenza e sull’importanza di lasciarsi contagiare da essa. Non rincorrere l’immediata, perfetta omologazione, ma capire quanto sia utile sviluppare la singolarit√† dell’imperfezione.
Un messaggio che non risparmia n√® coetanei n√® adulti, anche educatori, bravissimi nell’esercizio complice della superficialit√† (del rimprovero) o della distrazione (il non ascolto).
Come viene espresso nel bellissimo finale, tutti gli anatroccoli devono imparare a volare, a loro modo, sapendo che in cielo c’√® posto per tutti.

Qui Approfondimenti sullo spettacolo di Silvano Antonelli.

 

 

About The Author

Referenti e collaboratori attività educativa del circuito multidisciplinare Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia (Prosa, Musica, Danza)

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