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FTSSN 2014 – Incontri aperti a tutti

Dalle due alle … quattro!

Come sempre, nel corso delle Giornate di FTSSN c’è una parte dedicata a TUTTO il pubblico e non soltanto agli operatori del settore. Questo perché vogliamo che le nostre porte rimangano sempre aperte e perché pensiamo che la condivisione con le idee dei “non addetti ai lavori” sia spesso tra le più produttive. Si tratta dei tre incontri che si svolgono nel primo pomeriggio di tutti e tre i giorni di svolgimento. L’entrata è rigorosamente LIBERA!


teepeemercoledì 29 ottobre 2014, ore 14

LA TENDA CHE È CASA. La filosofia del tepee indiano
a cura di Giorgio Strazzari


C’era una volta, nella grande pianura dell’America, dei Pellerossa che si chiamavano Comanci. Nella loro tribù 
viveva una vecchia di nome Takatuan, che significa “Donna dalle molte mani”. Quel nome le era stato dato [ … ] perché fin da allora aveva avuto le mani svelte, capaci di fare moltissime cose [… ].Passarono gli anni, e Takatuan divenne vecchia. Le sue mani cominciarono a tremare […]. Chiamò alla sua tenda i diciotto bambini del villaggio [… ] e disse loro: – Piccoli, avete le mani? – Eccole! – gridarono i bambini, agitandole come farfalle.
(da Le mani di Takatuan, Roberto Piumini)

Le mani che costruiscono una casa costruiscono un centro, costruiscono un cuore. Il teepee indiano è una casa che è un cerchio, senza angoli, senza nascondigli. È pregna di saperi, di tradizioni, di anima. Una casa che è necessario imparare a costruire con una perizia e un’attenzione che non può che passare dalle mani; dalle mani che sanno a quelle che devono imparare. Un artigianato e un’arte che Giorgio Strazzari ha preservato con cura e con attenzione e che è diventa necessario conoscere e trasmettere.

 

Valter-Colle-disegno-di-Gianluca-Buttolo

Valter Colle visto da Gianluca Buttolo

giovedì 30 ottobre 2014, ore 14

IL TEATRO SI CONIUGA AL PRESENTE
La documentazione dell’arte, memoria attiva nel presente
a cura di Valter Colle

Lo spettacolo dal vivo è in un momento preciso, si crea nel suo farsi e non si ripete. Il valore e la forza dell’elemento presente, ne fanno un momento unico, non riproducibile. Anche il lavoro, la ricerca, e la vita d’arte vivono di presente e si arricchiscono di presenze, incontri, contemporanei.
Forse quindi è naturale che l’esperienza del teatro ragazzi in Italia, così ricca e complessa, ha lasciato pochi documenti di sé. I suoi protagonisti non hanno ritenuto di trovare il modo di organizzare e “passare” una testimonianza, non sono andati oltre al loro contemporaneo. Il problema sorge in chi viene dopo, in chi guarda a sé e a quanto prima è successo. Sorge quando è pressante il bisogno, forse anche questo tutto contemporaneo, di sentirsi parte di un processo, di affermare la propria “appartenenza”, “figliolanza”, “discendenza” in qualcosa. Allora, trovare le tracce è complicato, ci si muove tra frammenti e casualità e “tirare le fila” è faticoso. Ci muoviamo, maldestri, nella sfera della “cultura dell’esempio”, una cultura che passa nell’oralità e che presuppone un apprendimento individuale e, proprio perché legato all’individuo, un apprendimento che è creativo per natura. I documenti così non possono che essere prodotti attraverso una relazione, una presenza, un contatto, presente e paziente, di ascolto.
Una relazione che va curata, importante non solo fra artisti, fra “maestri” e “discepoli”, ma sostanziale anche per i bambini affinché non siano privati di una parte della propria cultura e di una modalità di apprendimento del presente che arricchisce la grammatica personale e che permette, per natura, la creatività individuale.

 

Fabio Caon ... lezione-canzone!

Fabio Caon … lezione-canzone!

venerdì 31 ottobre 2014, ore 14

L’ARTE CHE COMUNICA
a cura di Fabio Caon
con la partecipazione di Andrea Pedrotti, Alessandro Ferretto, Lorenzo Terminelli
Laboratorio Lab. Com. Comunicazione Interculturale e Didattica Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati, Università di Ca’ Foscari (Venezia)

L’incontro con Fabio Caon e con il progetto Parole in viaggio è avvenuto quasi per caso, per una naturale convergenza fra il nostro “fare teatro” e il suo “fare scuola”. Parole in viaggio mira a fondere l’apprendimento linguistico, culturale e letterario con quello della canzone. L’idea nasce dalla consapevolezza che in contesti plurilivello e multiculturali, come sono la stragrande maggioranza delle classi in Italia, una via promettente per l’insegnamento sia quella di integrare le parole della lingua italiana e i linguaggi dell’arte, “appoggiando” l’apprendimento delle competenze sui “talenti” espressivi, sui linguaggi altri, in una dimensione multisensoriale. La canzone, la musica è un linguaggio comune ecco perché una delle estensioni del progetto sono le “lezioni concerto” ovvero conferenze tematiche rivolte ai docenti, studenti, in cui i contenuti culturali si mescolano, si partecipano con le’esecuzione dal vivo di brani musicali.
Al Teatro Nuovo si parlerà e si canterà di arte per l’arte, di teatro per apprendere, e di apprendere il teatro parlando e cantando. Una lezione-concerto dove si alterneranno momenti di presentazione di alcuni concetti cardine dell’educazione e della comunicazione interculturale (straniamento, empatia, ascolto-attivo,…) con l’esecuzione dal vivo di canzoni. Un professore, due chitarre, una tastiera, percussioni e parole.

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