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BUON VIAGGIO – QB andare a teatro è stato come…

Gli alunni delle classi V A e B della scuola primaria di San Giorgio della Richinvelda (PN) ci hanno inviato i loro pensieri sull’andare a teatro con BUON VIAGGIO (Cicogne Teatro – Brescia).

grazie per le loro parole e le loro visioni.

Andare a teatro è stato come:

Mi ha colpito molto quando l’attore ha preso in mano un vecchio camioncino giocattolo, lo ha appoggiato sul tavolo e ha iniziato a metterci dentro dei sacchetti di stoffa colorata. Lo ha riempito tutto fino a quando il cassone era stracolmo. Poi ci ha spiegato che i sacchetti rappresentavano le persone ammucchiate una sull’altra e che Tarek aveva viaggiato per migliaia di chilometri in quelle condizioni. (Tommaso C.)

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Mi ha impressionato il numero delle persone caricate su quei camion che hanno 50-60 anni: possono essere anche 150! Poi bisogna aggiungere il peso dei bagagli, le taniche d’acqua e il rifornimento. In Italia quei “catorci” non potrebbero circolare neppure in un cortile e lì attraversano il deserto del Tenerè dove non c’è niente, c’è solo il vuoto. … se durante il viaggio qualcuno cade, il camion non si ferma, continua il percorso fino alla tappa stabilita. …è disumano, pagare per fare un viaggio in quelle condizioni con una sosta ogni 9 ore. … è incredibile quante persone cercano di salire per essere trasportate. Purtroppo però, quel viaggio pieno di speranze per molti finirà con la morte. … ho pensato che in Africa la vita delle persone non viene rispettata ed è per questo che scappano. (Pietro, Harman, Tommaso M., Diego, Lorenzo, Marco)

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Mi ha stupito il racconto del pescatore Salvatore Lupo. Durante le uscite al largo con la sua barca non prendeva più pesci ma indumenti, scarpe, documenti e addirittura persone senza vita. Sono comunque felice per tutti quei bambini e quagli adulti portati in salvo dalle reti di quel “Salvatore”. (Luca)

La scena che più mi ha colpito è stata quando l’attore ha tirato fuori dal secchio la maglietta della Juve inzuppata d’acqua. La maglietta rappresentava la passione e il sogno di Tarek; l’acqua la disavventura in mezzo al mare per realizzare quel sogno. (Marco)

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Mi è piaciuta molto la scena delle tre tazze di the sorseggiate dagli uomini del deserto con il turbante in testa. Il primo sorso dev’essere stato amaro come la vita; il secondo deve avere un po’ di zucchero per essere dolce come l’amore; il terzo deve essere dolcissimo come l’infanzia.  … al termine dello spettacolo Claudio, il regista, ci ha fatto riflettere sui bambini che ogni giorno affrontano da soli questi viaggi assurdi. L’infanzia non è per loro così dolce come vorrebbe il terzo bicchiere di the! (Sara, Elisa, Nicole, Giorgia L., Giorgia T., Matteo)

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Sono rimasta colpita quando l’attore ha interpretato i bambini mentre aspettano le barche. Loro disegnano sulle pareti con i gessetti colorati per rendere più bella la stanza. (Giorgia T.)

Mi sono incuriosito quando l’attore ha tirato fuori dalla borsa della spesa la maglia, le scarpe, il pallone e il camion. Ho capito poi che ogni oggetto era collegato a un fatto importante della storia personale di Tarek. (Nicholas)

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La scena che mi è piaciuta di più è stata quando Tarek ha schivato come un bravissimo giocatore della Juventus i militari sul blocco ed è riuscito a salire di nuovo sul camion. (Emy)

La frase che mi è piaciuta di più è: “Si fa qualsiasi cosa per realizzare il proprio sogno”. La scena più bella è quella delle tre tazze di the. Lo spettacolo mi ha toccato nel profondo del cuore: non riesco a capire come si riesca a sopportare simili atrocità. (Ale)

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La scena che mi è piaciuta di più è stata quando l’attore ha riprodotto il rumore del treno che riparte grazie alla spinta dei passeggeri. Per riprodurre il suono Abdul ha utilizzato un secchio di metallo: è davvero un bravissimo percussionista. (Alex, Giada)

… mi ha fatto pensare all’infanzia triste di quel bambino e mi sono chiesta: “Chissà cosa avrà provato in quel lungo e difficile viaggio”. L’intera storia mi ha fatto riflettere sulle cose che succedono oggi nel mondo e che tipo di persone stiamo diventando. (Giada)

Mi ha colpito la scena in cui il pescatore raccoglie Tarek. Questo momento mi ha fatto capire che esiste la crudeltà di alcuni uomini, ma ci sono anche tante persone pronte ad aiutare il prossimo. (Braian)

Parole e frasi che non dimentico grazie alla bravura dell’attore che ha saputo trasmettermi molte emozioni: “Voleva inseguire il suo sogno…” “Nel mare Salvatore Lupo trovò persone senza vita, vesti e perfino una carta d’identità…” “Tarek era il capocannoniere della sua squadra, indossava la maglietta con il numero 9…” “La stanza era diventata una galleria d’arte…” (Annalisa)

Qui il taccuino di viaggio di Omar





 

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Referenti e collaboratori attività educativa del circuito multidisciplinare Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia (Prosa, Musica, Danza)

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