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Audience development: obiettivi, strategie, filosofie

audience development21 gennaio 2017 _ Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Udine
Conversazioni e confronti sui processi e le pratiche immaginabili per migliorare la fruizione dell’arte dello spettacolo dal vivo da parte dell’infanzia
recensione a cura di Omar Manini

Le linee guida fornite dall’Europa e la loro successiva adozione da parte della riforma italiana sulla “buona scuola” portano alla luce numerose domande sul ruolo formativo del teatro all’interno dell’istituzione scolastica e sulla capacità del pubblico di assimilare positivamente tali proposte.

Proprio il concetto di sviluppo del pubblico, che per chi lavora nella scuola dell’infanzia e in quella primaria è composto principalmente da bambini, viene posto quale cardine per una corretta fruizione della risorsa teatro: termini come connessione, coinvolgimento, avvicinamento, partecipazione, allargamento, miglioramento delle condizioni, diversificazione, accessibilità sono tanto dettagliati quanto evanescenti e lasciano in mano all’operatore che lavora sul campo (sia esso l’insegnante, sia l’associazione che organizza) una serie di dubbi, moltiplicando le difficoltà e disperdendo l’attenzione.

È da queste premesse che l’ERT ha organizzato una tavola rotonda dedicata a insegnanti e operatori artistici per riflettere su ciò che riguarda il fare arte per i bambini e il sentire l’arte da parte dei bambini.

Moderati da Silvia Colle, sono intervenuti la scrittrice Giusi Quarenghi, gli attori-autori Claudio Milani (Compagnia Momon, Como), Alessandro Libertini e Veronique Nah (Compagnia Piccoli Principi, Firenze) e il critico teatrale Sergio Lo Gatto.

Nella mattinata di discussioni sono emersi numerosi spunti di riflessione, tra cui l’importanza di una preparazione del pubblico all’atto teatrale che tenga conto anche del momento dell’accoglienza che dovrebbe essere un rito di avvicinamento alla magia del teatro e allontanamento delle preoccupazioni, rilassamento.

Si è anche voluta rimarcare l’importanza del termine sviluppo: un percorso che rischia di essere visto in termini puramente quantitativi e di indirizzo, anziché essere inteso come trasformazione e conquista della libertà di saper essere.

Il teatro è la figura ponte tra quello che c’è – il reale – e quello che nasce – il fantastico, la finzione – e, evaporando nell’atto, si sedimenta nelle emozioni, contribuendo così alla trasformazione di cui sopra e, probabilmente, al più esatto senso di sviluppo dell’individuo, prima ancora che del pubblico.

Un tassello determinante, insomma, esempio strategico per la comprensione e la realizzazione di cosa significhi rottura delle barriere: il “qua” e il “là”, proprio a teatro, si fondono, ognuno ha bisogno dell’altro e di affidarsi all’empatia, trovando un punto di contatto nella volontà di entrambi di volersi raggiungere, perdendosi tra le braccia della meraviglia, dell’immaginazione, forse per un attimo, forse per sempre.

Teatro è il luogo della condivisione di parole, sguardi; è il luogo dove riscoprire il gusto della sospensione del giudizio, sperimentare la liberazione dalla schiavitù del razionale e recuperare le potenzialità dell’attesa; il luogo in cui vengono esaltate le capacità dell’infanzia e le sue competenze.

I bambini vivono costantemente protetti da barriere (adulti che scelgono e organizzano per loro) attraverso le quali devono trovare i varchi per nutrire la loro fame di distrazioni: ciò che possiamo fare è prepararli ad essere liberi, indicargli la strada, evitare di essere soffocanti (come educatori), troppo dettagliati (come artisti), incoerenti (come genitori).

Tenendo sempre presente che lo sviluppo del particolare è tanto più efficace quando concede il tempo e lo spazio per quello emotivo, il viluppo delle emozioni.

 

http://www.ertfvg.it/tes/audience-development-obiettivi-strategie-filosofie/

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Referenti e collaboratori attività educativa del circuito multidisciplinare Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia (Prosa, Musica, Danza)

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